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L'IMMGINE DELLA MANIFESTAZIONE
Nella precedente edizione, la razza Piemontese era stata
rappresentata come una mucca multietnica, vestita
con
i
decori delle varie culture mediterranee.
Era la rappresentazione dell'apertura del locale verso il globale, il cosiddetto "glocal", una realtà che riguarda ognuno di noi, ogni giorno: dalle cose che compriamo alla gente che incontriamo per strada. Il mondo sta diventando un grande meticcio, un crogiolo di culture che si incontrano e si scoprono. Questo è stato l'aspetto positivo espresso dalla mucca "tatuata" del 2010: la carne Piemontese incontra il mondo.
La stessa "missione" viene portata avanti anche nell'edizione di quest'anno. Ma si è voluto ribadire, fin dall'immagine, l'identità e l'unicità di una razza bovina che è anche il vanto e l'espressione di un territorio.
Un proverbio dice che "cavallo che vince non si cambia", così noi non abbiamo cambiato la mucca, dando il via ad una tradizione. Continuiamo ad usare la mucca come attrice, ma questa volta gli abbiamo fatto interpretare il ruolo dello chef. Non è uno chef di haute cuisine ma semmai di alta specialità, di sapori veri.
Con la sua posa orgogliosa e professionale, da vera Piemontese, ha il compito di fare gli onori di casa e accompagnarvi attraverso il programma di quest'anno, pronta a farvi scoprire e "assaggiare" le perle dello scrigno gastronomico di questo territorio.
Studio Erica |